Come gestire i germogli: luce e calore

 

Come stanno i vostri semi? Ancora sottoterra al calduccio e al buio, o sono già spuntate le prime testoline verdi? Sicuramente i primi tra voi ad aver seminato si troveranno ora a gestire qualche decina di germogli appena nati: un fusto esilissimo e due cotiledoni (vedi nota sotto!) che svettano verso la luce. Questa è una fase molto importante, perché più saranno robusti i germogli, più le piantine che rinvaseremo tra qualche settimana saranno vigorose e sane.

Cosa fare con i germogli

  1. Luce luce luce! Appena i germogli spuntano sono assetati di luce, quindi il vasetto o il semenzaio dovrà essere messo in un luogo molto soleggiato.

  1. E calore. Anche la temperatura è importante: i germogli soffrono il freddo, per questo meglio continuare a tenere il semenzaio dentro casa. Chi avesse un terrazzo riparato da vetri, potrà spostare i germogli all’esterno. 
    Perché non comprare una piccola serra da terrazzo, oppure trasportare il semenzaio all’esterno solo durante il giorno, avendo cura di ritirarlo quando il sole scende.
    La gestione di questa fase dipende molto dalle condizioni meteo (e dal fatto che abitiate a Napoli o a Milano!). In generale i germogli trarranno vantaggio dall’esposizione diretta alla luce solare, anche all’esterno, ma soffrirebbero terribilmente le temperature troppo basse, come quelle notturne o quelle di certe giornate d’aprile non proprio primaverili.

  1. Sfoltimento. Chi aveva seminato in celle singole (uno spazio = un seme), può lasciare che il germoglio si sviluppi lì dove è stato seminato ancora per 1 o 2 settimane. Chi invece aveva preferito l’opzione ‘tanti semi per uno stesso semenzaio’ e si trova ora con diversi germogli in pochi cm quadrati, dovrà procedere al doloroso ma necessario diradamento.
    Calcolate che il germoglio dovrà svilupparsi per ancora qualche settimana, fino a diventare una piantina in miniatura: dovrà quindi avere attorno a sé uno spazio di circa 5 cm per lato. Individuate quindi il germoglio o i germogli più belli, più grandi, più vigorosi, ed eliminate quelli un po’ esili o bruttini, lasciando giusto la quantità di future piantine che vorrete rinvasare poi.
    Ahimè, piange il cuore ogni volta, lo so. Ma per sentirvi meno in colpa potete sempre piazzare i germogli in eccesso da qualche amico!

     

Pericoli: cosa non vorremmo mai succedesse.

  1. Muffa nel semenzaio. Non è bella da vedere, lo so, ma si può rimediare. Forse avete bagnato troppo, forse usate un semenzaio coperto dove si è formata molta umidità, forse la temperatura è troppo bassa.
    Levate il coperchio, se c’è, e lasciate asciugare il terriccio al sole. Continuate a bagnare con lo spruzzino ogni giorno, ma cercate di non far stagnare l’acqua e magari innaffiate il mattino presto.
    Ventilate la stanza dove c’è il semenzaio, aprendo la finestra ogni tanto e favorendo la circolazione dell’aria.

  1. Quando i semi ‘filano’. Se il germoglio non ha abbastanza luce, si allungherà in maniera anomala per cercarla. Vedrete allora dei germogli ‘spilungoni’, magari tutti piegati da un lato. Questo non va molto bene per la futura piantina, che sarà un po’ debole. Per questo l’imperativo è: luce!

  1. Cuticola del seme sul germoglio. Questa è una cosa bizzarra. Il seme è germogliato, ha cercato la sua strada fuori dal terriccio ed è spuntato, ma in questo tragitto non è riuscito a liberarsi dell’involucro che lo conteneva. Avrete quindi un fusto esilissimo con una capocchia in testa e i due cotiledoni incastrati sotto quel che resta del seme: l’unica soluzione è cercare di toglierlo manualmente, armati di pinzetta, tentando di non rovinare il germoglio.

Da sapere

Cotiledoni: sono le prime due foglioline che vedete sul germoglio e sono le foglie embrionali della pianta, un po’ carnose perché contengono tutto il nutrimento necessario ai primi giorni di vita. Non sono delle foglie vere e proprie: quelle vere si svilupperanno solo tra un po’.

In inglese si dice ‘stroking’ e vuol dire accarezzare. Si dice che passare leggermente la mano sopra i germogli, sfiorandoli delicatamente più volte, serva a irrobustirli e ad avere poi piantine più forti. E’ quasi perversione lo so, ma se lo fanno gli inglesi perché non provarci anche noi?